La parola “complesso” è sempre assoggettata a qualcosa di patologico. In realtà si tratta di attività psichica, che deve essere individuata e specificata nell’opera maestra dell’Io. Si tratta semplicemente di formalizzarlo, o di egoizzarlo, cioè di assumersi questo quantico e di normalizzarlo secondo esigenze di una storia individuata efficiente. E’ ovvio che, se il soggetto non lo evolve in riuscita personologica, quel quantico convive estraneo, non evoluto, in conflitto, in disponibilità patologica.
Quindi di per sé non è una realtà patologica; è una realtà psichica che si è formata in compromesso tra le esigenze sociali e le esigenze biologiche dell’individuo.
martedì 2 febbraio 2010
venerdì 1 gennaio 2010
Ontopsicologia e inconscio
L’Ontopsicologia in prassi clinica, in prassi di autenticazione, in prassi imprenditoriale è scienza che è in grado di cogliere il criterio base dell’inconscio, da cui si apprendono i moduli di realizzazione del soggetto. L’In Sé ontico, nella sua genialità, ha sempre il design della riuscita e dell’autocostruzione vincente per il soggetto. Si deve, quindi, indagarlo e provocarlo nella totalità dei suoi riferimenti esistenziali. Data la realtà di ignoranza dell’uomo circa se stesso - la quale è scontata con dolore, nevrosi e malattia - per giungere al criterio di realtà, è necessaria una psicoterapia di autenticazione, analisi che consente al soggetto di verificare se si conosce per quanto è. Per questo motivo, l’Ontopsicologia tra i suoi strumenti di intervento ha anche la psicoterapia, che consente al soggetto di recuperare in totale coscienza il quantico di intelligenza che è.
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venerdì 27 novembre 2009
Comunicare con persone straniere: difficoltà linguistiche o di stereotipi?
L’Ontopsicologia non ha ricette di soluzione ai problemi o una fede migliore di altre, ma rivela al soggetto e rompe le sicurezze fittizie, le mitizzazioni, il credo, le opinioni soggettive e focalizza l’individuo leader sull’uso relativo di qualsiasi mentalità avendo cura di sceglierla secondo il criterio dell’utilitarismo funzionale. Questo pone l’individuo in vantaggio gestionale sull’ambiente.
Ciò significa che, nelle relazioni con persone di cultura diversa dalla nostra (differente lingua, stereotipi, usi, costumi, etc.), la nostra intelligenza dovrebbe imparare ad adattarsi integralmente per non rischiare di instaurare un tipo di comunicazione (di affari, scientifica, etc.) sempre e solo su un piano superficiale.
L’uomo possiede questa dote e per imparare ad usarla al meglio può essere utile la consulenza ontopsicologica, in quanto il consulente è una specie di “specchio oggettivo” attraverso cui possiamo verificare la nostra riflessione cosciente: se è adeguata al qui e adesso del problema e se sta operando con gli stereotipi funzionali al raggiungimento del fine imprenditoriale.
Ciò significa che, nelle relazioni con persone di cultura diversa dalla nostra (differente lingua, stereotipi, usi, costumi, etc.), la nostra intelligenza dovrebbe imparare ad adattarsi integralmente per non rischiare di instaurare un tipo di comunicazione (di affari, scientifica, etc.) sempre e solo su un piano superficiale.
L’uomo possiede questa dote e per imparare ad usarla al meglio può essere utile la consulenza ontopsicologica, in quanto il consulente è una specie di “specchio oggettivo” attraverso cui possiamo verificare la nostra riflessione cosciente: se è adeguata al qui e adesso del problema e se sta operando con gli stereotipi funzionali al raggiungimento del fine imprenditoriale.
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martedì 27 ottobre 2009
Il “senso comune”
Si parla molto spesso di “senso comune”, anche all’interno di dogmatismi opposti, in cui ogni ideologia dittatoriale sostiene di essere l’unica. Il senso comune – ovvero l’esperienza di tutti – è valido, può essere accettato come argomentazione e giudizio, se risponde a tre caratteristiche.
a) È costante e universale: c’è stato sempre ed è presente in tutti i popoli. Si tratta, quindi, degli ordini intrinseci alla specie umana, come ad esempio “onora il padre e la madre”.
b) È conforme ai principi razionali e di intelligenza corrente, ossia non deve essere in contraddizione con i primi principi della logica naturale. Deve quindi esserci una certa convenienza, conformità.
c) È libero, autonomo da quei luoghi o tropici che generano errori. Per esempio, un principio che è usato solo in paesi razzisti, solo nei paesi a religione monoteista, o solo nelle religioni buddiste, è relativo, non può essere usato come argomento efficiente.
approfondimenti su www.ontopsicologia.org
a) È costante e universale: c’è stato sempre ed è presente in tutti i popoli. Si tratta, quindi, degli ordini intrinseci alla specie umana, come ad esempio “onora il padre e la madre”.
b) È conforme ai principi razionali e di intelligenza corrente, ossia non deve essere in contraddizione con i primi principi della logica naturale. Deve quindi esserci una certa convenienza, conformità.
c) È libero, autonomo da quei luoghi o tropici che generano errori. Per esempio, un principio che è usato solo in paesi razzisti, solo nei paesi a religione monoteista, o solo nelle religioni buddiste, è relativo, non può essere usato come argomento efficiente.
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venerdì 25 settembre 2009
Immagine e interazione psichica
Ogni processo logico o cosciente porta un'immagine, un segno, un simbolo. Se si pensa ad una persona, si configura non proprio quell'immagine, ma un segno equipollente a quella persona, cioè si registrano, si confrontano delle immagini, delle espressioni mentali. L'intero della realtà organica, organismica, materiale, percettivo-emotiva, psicologica dell'uomo è crocifisso in una specie di imbuto dove comunicare con l'esterno e con se stessi è possibile solo attraverso immagini. L'uomo si trova incastrato, per quanto cerchi di autoriflettersi, non gli torna la realtà dell'intero, ma tornano a lui solo un canovaccio di immagini, è come se non avesse la possibilità di tornare indietro costantemente.
Ogni interazione psichica avviene attraverso modulazioni di immagini.
Tutto il pensiero dell'uomo nell'aspetto religioso, morale e giuridico è sempre dialettica di immagini, diapositive, idee che l'uomo mantiene con il proprio sangue, però l'uomo, lo scienziato, non sa il reale. La vera scienza l'uomo la raggiunge quando nel sapere tutto non usa più alcuna immagine, non usa più alcun configurato esistenziale: semplicemente è.
(Vd. Antonio Meneghetti, L’immagine alfabeto dell’energia, Psicologica Editrice, Roma 2002, II parte, cap. I).
Ogni interazione psichica avviene attraverso modulazioni di immagini.
Tutto il pensiero dell'uomo nell'aspetto religioso, morale e giuridico è sempre dialettica di immagini, diapositive, idee che l'uomo mantiene con il proprio sangue, però l'uomo, lo scienziato, non sa il reale. La vera scienza l'uomo la raggiunge quando nel sapere tutto non usa più alcuna immagine, non usa più alcun configurato esistenziale: semplicemente è.
(Vd. Antonio Meneghetti, L’immagine alfabeto dell’energia, Psicologica Editrice, Roma 2002, II parte, cap. I).
giovedì 27 agosto 2009
Sigmund Freud
Sigmund Freud (Freiberg, 6 maggio 1856 – Londra, 23 settembre 1939) è stato un neurologo, psicoanalista e filosofo austriaco, fondatore della psicoanalisi, una delle principali correnti della moderna psicologia. Ha elaborato una teoria, secondo la quale l'inconscio esercita influssi determinanti sul comportamento e sul pensiero umano, e sulle interazioni tra individui.
Nella psicoanalisi l'impulso sessuale e le sue relazioni con l'inconscio sono alla base dei processi interpretativi. Molti dissensi con Freud, e quindi indirizzi di pensiero alternativi (Adler, Jung e altri) nascono dalla contestazione del ruolo, ritenuto eccessivo, riconosciuto da Freud alla sessualità..
In un primo momento si dedicò allo studio dell'ipnosi e dei suoi effetti nella cura di pazienti psicolabili, influenzato dagli studi di Josef Breuer sull'isteria, in particolare dal caso Anna O. (ossia Bertha Pappenheim, futura fondatrice dei movimenti di assistenza sociale e di emancipazione femminile), al quale si interessò sulla base delle considerazioni di Charcot che individuava nell'isteria un disturbo della psiche e non già una simulazione come ritenuto fino ad allora.
Dalle difficoltà incontrate da Breuer nel caso, Freud costruì progressivamente alcuni principi basilari della psicoanalisi relativi alle relazioni medico-paziente: la resistenza e il transfert. Di questo periodo furono anche le intuizioni che formano il nucleo della psicoanalisi: il metodo di indagine mediante l'analisi di associazioni libere, lapsus (da cui appunto il lapsus freudiano), atti involontari e l'interpretazione dei sogni.
Le idee di Freud e le sue teorie - viste con diffidenza negli ambienti della Vienna del XIX secolo - sono ancora oggi al centro di accesi dibattiti e di discussioni, non solo in ambito medico-scientifico, ma anche accademico, letterario, filosofico e culturale in genere.
Nella psicoanalisi l'impulso sessuale e le sue relazioni con l'inconscio sono alla base dei processi interpretativi. Molti dissensi con Freud, e quindi indirizzi di pensiero alternativi (Adler, Jung e altri) nascono dalla contestazione del ruolo, ritenuto eccessivo, riconosciuto da Freud alla sessualità..
In un primo momento si dedicò allo studio dell'ipnosi e dei suoi effetti nella cura di pazienti psicolabili, influenzato dagli studi di Josef Breuer sull'isteria, in particolare dal caso Anna O. (ossia Bertha Pappenheim, futura fondatrice dei movimenti di assistenza sociale e di emancipazione femminile), al quale si interessò sulla base delle considerazioni di Charcot che individuava nell'isteria un disturbo della psiche e non già una simulazione come ritenuto fino ad allora.
Dalle difficoltà incontrate da Breuer nel caso, Freud costruì progressivamente alcuni principi basilari della psicoanalisi relativi alle relazioni medico-paziente: la resistenza e il transfert. Di questo periodo furono anche le intuizioni che formano il nucleo della psicoanalisi: il metodo di indagine mediante l'analisi di associazioni libere, lapsus (da cui appunto il lapsus freudiano), atti involontari e l'interpretazione dei sogni.
Le idee di Freud e le sue teorie - viste con diffidenza negli ambienti della Vienna del XIX secolo - sono ancora oggi al centro di accesi dibattiti e di discussioni, non solo in ambito medico-scientifico, ma anche accademico, letterario, filosofico e culturale in genere.
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venerdì 24 luglio 2009
Immagogia
Ogni immagogia completa indica: il problema, l’atteggiamento del cliente, la correzione risolutiva.
Per interpretare l'immagogia occorre esaminare quattro aspetti:
1) l'azione in mutazione;
2) l'ambiente;
3) le persone o individui;
4) i sentimenti.
Oltre che da questi, la chiave di interpretazione è data dai tre principi che forniscono il criterio di verifica circa il segno inerente il reale umano:
1) natura funzionale, per l'uomo, dell'oggetto o contesto indicato dal simbolo;
2) effettualità causale del simbolo;
3) campo semantico.
Mentre nei sogni prevale la necessità interpretativa, nella seduta immagogica prevale:
1) il senso storico anamnestico;
2) l'indicazione precisa di un avvenimento in processo;
3) la percezione su accadimenti altrui, passati o presenti.
Per interpretare l'immagogia occorre esaminare quattro aspetti:
1) l'azione in mutazione;
2) l'ambiente;
3) le persone o individui;
4) i sentimenti.
Oltre che da questi, la chiave di interpretazione è data dai tre principi che forniscono il criterio di verifica circa il segno inerente il reale umano:
1) natura funzionale, per l'uomo, dell'oggetto o contesto indicato dal simbolo;
2) effettualità causale del simbolo;
3) campo semantico.
Mentre nei sogni prevale la necessità interpretativa, nella seduta immagogica prevale:
1) il senso storico anamnestico;
2) l'indicazione precisa di un avvenimento in processo;
3) la percezione su accadimenti altrui, passati o presenti.
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